FRUTTO D'AUTUNNO
son dolcigna, son moretta,
son di razza montanina,
dell’autunno son regina,
son dei bimbi la cuccagna
e mi chiamo la…
Castagna
L’autunno è arrivato e ci ha portato i suoi frutti invernali, tra i quali la castagna.
Un tempo, quando la gente aveva bisogno di energia, di calorie, la castagna era la benvenuta, un bene prezioso per sfamare la famiglia senza spendere nulla perché le castagne le regalava il bosco, e anche la legna secca per il fuoco, e le castagne potevano essere arrostite o bollite, ma anche seccate e ridotte in farina, e in diversi modi partecipavano alla gastronomia familiare.
Il suo sapore era ben gradito ai piccoli, che non erano avezzi al consumo di dolci se non nei giorni festivi, dato che lo zucchero era un bene costoso.
Oggi, insieme ai legumi, suoi fratelli di sventura, la castagna è caduta in disgrazia perché ritenuta troppo calorica, ed accusata di causare gonfiori di pancia e flatulenze. Proprio come i legumi.
E’ vero che non abbiamo più le pance di una volta, abituate a cibi integrali ricchi di fibre… le coliti imperversano… ma è anche vero che non cuociamo più gli alimenti come venivano cotti una volta….. come? …. A lungo.
Un tempo legumi e castagne ma anche le patate venivano cotti nelle terrecotte lasciandole a lungo nelle braci, magari tutta la notte. Alla fine le fibre, le preziose fibre di questi alimenti erano morbide e digeribili, andavano a nutrire il microbiota intestinale e le flatulenze erano caratteristica solo di chi ne aveva fatto scorpacciate.
Tornando alle castagne, come si utilizzano allora? Posto che le caldarroste in città non le possiamo fare sul terrazzo di casa, ci limiteremo alle “ballotte”, le castagne lesse.
La ricetta è semplice.
Prima di cuocerle mettetele a bagno in una catinella d’acqua e togliete quelle che galleggiano, perché saranno secche o bacate.
Quindi mettetele in una pentola ben coperte dall’acqua alla quale avrete aggiunto eventualmente qualche foglia di alloro e un pizzico di semi di finocchio, e un bel cucchiaio di olio, che favorirà il processo della sbucciatura una volta cotte.
Cuocete un’oretta, a fiamma bassa, poi scolatele e appena non scottano più sbucciatele.
Possono essere cotte anche in pentola a pressione, come faccio io, dimezzando il tempo di cottura.
Se non avete voglia o tempo di cuocerle in casa, potete utilizzare quelle in bustina che si trovano ormai in tutti i supermercati, semplicemente castagne sbucciate e pelate, cotte a vapore e conservate in busta sigillata entro la quale c’è un’atmosfera modificata.
Non spaventatevi per l’atmosfera modificata, si tratta sempre di gas assolutamente innocui, di solito azoto, che è un gas inerte che impedisce i processi di ossidazione, oppure l’anidride carbonica, che impedisce lo sviluppo di flora batterica e fungina.
Ricordo che l’azoto, molto utilizzato oggi nella conservazione di frutta e verdure, è il principale gas presente in atmosfera, dove rappresenta il 78,1%.
Avrete quindi a disposizione un alimento che contiene carboidrati complessi, il cui indice glicemico (circa 60 da cotto) è inferiore a quello dei farinacei, e il cui apporto di nutrienti è certamente più interessante di quello dei cereali: potassio, rame, vitamina C, piridossina, fosforo, acido folico, ma anche proteine e, soprattutto, fibra, tanta fibra, parecchia della quale solubile, quindi prebiotica.
Favorisce il transito intestinale (sempre se è ben cotta! E magari anche masticata!). Ci riabitua al sapore dolce naturale, non artefatto da zuccheri e dolcificanti aggiunti.
Ma la castagna ingrassa!
Per fare un paragone, una decina di castagne cotte equivale, per l’apporto di carboidrati, a tre fette biscottate con un cucchiaino di marmellata ciascuna.
Insomma non fatene scorpacciate...
SE PERÒ IN CASA AVETE DEI BIMBI O DEI RAGAZZINI ancora vergini dalle coliti, provate a fargli scoprire il sapore della castagna. Magari portateli alla sagra delle caldarroste… Vuoi mai che qualcuno la apprezzi più delle patatine chips?
Perché da qualche parte dobbiamo pur cominciare a riprenderci la nostra salute. Per esempio educando i nostri bimbi a mangiare cibi e non veleni.

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