FIBRE PER LA SALUTE DELL’INTESTINO
parte seconda: LA MALVA
C’era una volta, tanto tanto tempo fa che sembra un secolo ma ancora non lo è, prima del Gaviscon, prima dell’Enterogermina, prima del Buscopan, prima che le farmacie fossero dietro l’angolo e prima che il medico prescrivesse i farmaci per telefono, prima che i pronto soccorsi si intasassero di codici verdi, … ecco a quei tempi c’era una umile piantina spontanea, che in tutte le zone temperate e quindi praticamente in tutta Italia cresceva spontanea nei prati, ai bordi dei fossi e a lato dei sentieri.
Una piantina i cui delicati fiorellini hanno dato nome ad un colore, il color malva.
Sempre in quei tempi le farmacie erano spesso gestite dai frati, provetti erboristi un po’ medici un po’ psicologi, e ancora oggi ci sono farmacie che ancora si chiamano così, “farmacia dei frati” anche se il frate dentro non c’è più.
Veramente a Genova miracolosamente se n’è salvata una, corredata di Frate erborista, che però si trova imbriccata sulle alture in posizione facile da raggiungere per le aquile, mentre per noi umani è stato costruito un apposito ascensore che dal centro città si infila nella roccia e sbuca praticamente nella farmacia.
Le farmacie dei frati erano dotate di varie erbe opportunamente essiccate e conservate in bei barattoli di vetro allineati negli scaffali di legno scuro, e tra quelle erbe la malva era regina.
L’umile pianticella esiste ancora, persino in città, magari nelle periferie che sbordano nella campagna; più difficile è trovarla in farmacia ed erboristeria se non in forma di polvere inserita in una bustina-filtro, ahimè…
Io però vi consiglio di cercare la pianta, la pianta fresca, che potete facilmente trovare se abitate vicino ad un po’ di verde; o la pianticella in vaso che potete ordinare ad un vivaista e tenere in terrazzo o in giardino. Ma sicuramente troverete qualche erborista nostalgico che possiede ancora i barattoli di vetro negli scaffali di legno scuro, e avrà sia quello con i fiori di malva, che quello con le foglie di malva, e anche quello con le radici.
La pianticella infatti è tutta edibile.
Ma dato che siamo in argomento intestino ci occuperemo delle foglie.
Stiamo parlando di una foglia ricca di mucillagine e fibra solubile, quindi le sue proprietà (quelle della mucillagine) sono le stesse di quelle dello Psillio e vi basta andare a rileggere il post di ieri.
Ma la malva è ancora più interessante dello Psillio, dal momento che è dotata di più intense proprietà antinfiammatorie. Inoltre il suo uso è molto più “simpatico”.
Se nelle vostre passeggiate riuscite a raccoglierne una decina di foglie (o più, se sono ancora piccole) potreste farci una deliziosa frittatina per la vostra colazione o per cena.
Quando mosaico vi prescrive un paio di uova, se avete la malva potete decidere di sbatterle un po’ con la frusta e aggiungere le foglie di malva tagliare a striscioline. Origano o timo o maggiorana possono completare l’opera e una frittatina è pronta in un attimo.
Ricca di minerali e di vitamina A, bastano poche foglie per dare un valore nutrizionale maggiore al vostro semplice piatto.
Ma l’uso più interessante della malva è la tisana. Di sapore gradevolissimo, specie se avrete aggiunto magari una prugna secca o un fico secco. Il vostro intestino ringrazierà. Ma anche il vostro stomaco se soffrite di bruciori, o di altri accidenti come ernie iatali e reflussi.
Si prepara con un paio di foglie fresche o un cucchiaino di quelle secche, si fa sobbolire per circa tre minuti, intiepidire e sorseggiarla prima che si raffreddi.
La stessa tisana aiuta a guarire raffreddori e bronchiti.
Se volete far prevalere l’effetto anti-infiammatorio fate il decotto con i fiori di malva, mettendoli direttamente in acqua bollente e lasciandoveli in infusione a fuoco spento per una diecina di minuti. Anch’essi vi stupiranno per il loro sapore gradevolissimo.
Prendetevi cura di voi col cibo e le piante, farete felice anche il vostro medico, che è oberato di lavoro perché ci rivolgiamo a lui per ogni problema che potremmo risolvere anche senza il suo aiuto, specialmente se intervenissimo sui primi sintomi, non quando ci siamo già ridotti ai minimi termini.
Ma soprattutto, queste cure vanno attuate come PREVENZIONE PRIMARIA.
Le fibre, ancorchè per curare stipsi infiammazioni gonfiori e disbiosi, vanno assunte soprattutto quando siamo sani, prima che i disturbi insorgano.
Gli allarmi non dovrebbero essere le malattie o i disturbi, ma cose del tipo “sono sempre un po’ stanco” “non dormo bene la notte” “mi sento stressato” faccio vita troppo sedentaria, dovrei muovermi” “mangio poca frutta e verdure e troppe pizze”… … …
Ecco queste consapevolezze non lasciatevele sfuggire.

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