mercoledì 22 novembre 2023

ANCHE LA DIETA CURA LA DEPRESSIONE


Già… depressione… la malattia delle società di tipo occidentale: urbanizzazione spinta, stress da competizione, rumore, fretta, troppi stimoli e poca riflessione, sedentarietà, rapporti interpersonali sempre più scarsi e difficili… e ci aggiungiamo anche l’alimentazione sbagliata.


La depressione risulta essere oggi una delle principali cause della disabilità globale; circa 264 milioni di individui ne soffrono in tutto il mondo, soprattutto nei paesi fortemente tecnologicizzati.

E’ un fattore scatenante di molte malattie spesso gravi, croniche e invalidanti. 

Ed è molto difficile curarla, in molti casi purtroppo ha un decorso irreversibile.


Stamattina mi è capitato sott’occhio in articolo scientifico del 2022 che ha questo titolo “Depressione: è curabile negli adulti che utilizzano interventi dietetici? Una revisione sistemica di studi randomizzati e controllati” di Simon O’Neil et al. (Università di Canberra, Australia).


Che hanno fatto questi scienziati? Hanno selezionato degli studi fatti da colleghi su pazienti ai quali era stata assegnata una dieta sana non per dimagrire ma perché affetti da patologie varie.  E in tutti questi studi veniva presa in considerazione anche la depressione, dato che spesso è associata a molte malattie. 

Ed era proprio questo dato che interessata al nostro Simon O’Neil e ai suoi collaboratori. 


Nel loro insieme questi studi vedono coinvolti 49.156 pazienti. 

E il risultato è chiaro: il miglioramento della dieta ha portato anche a un miglioramento della patologia depressiva. 

Il fattore che lega la cattiva alimentazione alla depressione pare sia l’infiammazione. 

E’ noto infatti che il tipo di alimentazione che ha preso piede nei paesi più ricchi è fortemente infiammatoria, e infatti è legata all’aumento delle malattie infiammatorie croniche o causate da stati infiammatori cronici. 


Ma qual è questa “dieta sana” che ha portato miglioramento alla maggior parte dei 49.156 pazienti?

Semplice: una dieta in cui prevalgono i seguenti prodotti:

Vegetali freschi

Cereali integrali non raffinati

Latticini a basso contenuto di grassi (ovvero poco stagionati, tipo yogurt, ricotta, formaggi freschi)

Fonti proteiche varie fresche e magre (prodotti della pesca, carne magra, uova, legumi, semi)

Drastica diminuzione di cibi trasformati e ricchi in grassi

Quali sono i cibi trasformati e ricchi in grassi? Penserete ai salumi… certo, ma anche biscotti, dolci vari, gelati industriali (più grassi di quelli artigianali), cibi precotti e conservati.


N.B. Il cibo fresco è anche quello surgelato purchè… surgelato fresco e non lavorato!  Le verdure e  il pesce, se non lavorati, devono per forza essere congelati il più presto possibile dopo la raccolta o la pesca, pertanto sono considerati abbastanza simili al prodotto fresco, anzi a volte sono migliori di prodotti cosiddetti freschi ma sottoposti a trattamenti antiparassitari non corretti. 

Lo stesso vale per i prodotti non surgelati ma conservati mediante la catena del freddo, come ad esempio i latticini. 

Purtroppo però nel banco surgelati ci sono spesso prodotti estremamente lavorati, come primi piatti vari, sofficini, polpette, pesce cotto in vari modi, fritture, pizze, dolci, ravioli, salse, hamburger… 

Di tutti questi cibi non abbiamo certezza che siano stati preparati da prodotto fresco e senza additivi che ne migliorino la palatabilità, e sappiamo però che spesso la quantità di grassi è piuttosto elevata.


Resettate dunque la vostra alimentazione, e avrete la possibilità di sperimentare quanto si sta meglio con una dieta sana, con le caratteristiche individuate dai nostri Simon O’Neil et al. 

E la depressione si terrà lontana da voi. 



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