PLACEBO, IL TUO MIGLIORE AMICO
Per chi non avesse chiaro il significato di placebo porterò come esempio l’utilizzo dell’effetto placebo nella ricerca farmacologica.
Quando una azienda farmaceutica mette a punto un farmaco, e dopo averlo testato in vitro e in vivo sulle cavie, prima di immetterlo sul mercato deve testarlo sull’uomo per valutarne l’efficacia terapeutica e gli eventuali effetti collaterali; questo viene fatto con esperimenti detti “in doppio cieco”.
La procedura è la seguente:
Devono essere individuati tre gruppi di volontari.
Agli individui del primo gruppo verrà somministrato il farmaco vero e proprio.
Al secondo gruppo verrà somministrato un farmaco “finto”.
Il terzo gruppo non assumerà nulla, ma verrà sottoposto agli stessi controlli degli altri partecipanti.
I pazienti naturalmente non dovranno sapere se stanno assumendo il farmaco o il placebo.
Ma nemmeno i loro medici curanti dovranno saperlo, altrimenti potrebbero inconsciamente trattare in modo diverso i pazienti col placebo e quelli col farmaco, e questo potrebbe influenzare poi il paziente. (doppio cieco, sia il medico che il paziente non vedono chi prende il farmaco).
Alla fine del trial si confronteranno il gruppo 1 con gruppo 3 e il gruppo 2 col gruppo 3.
Ovvero farmaco / niente e placebo / niente
Ebbene sempre, e dico sempre, anche col placebo si avrà in molti casi un miglioramento delle condizioni del paziente.
Se il miglioramento ottenuto col farmaco è significativamente maggiore di quello ottenuto col placebo, allora il farmaco può essere messo in commercio.
La parola chiave dunque è CONVINZIONE. Il paziente guarisce perché è convinto di prendere un farmaco. Che poi stia prendendo una pastiglietta di amido o una iniezione di fisiologica non importa, guarisce ugualmente.
Si tratta certamente di un effetto psicologico, ma come fa questo effetto psicologico a far guarire?
E’ un effetto un po’ magico?
Niente affatto! La convinzione che stiamo facendo qualcosa per guarire attiva il nostro MEDICO INTERNO. E il medico interno non è una entità astratta, che qualcuno ce l’ha e qualcun altro no. E’ qualcosa di tangibile di cui tutti siamo dotati. Ma di questo parleremo in seguito.
Così come parleremo anche del fratello “stronzo” del Placebo: il NOCEBO.

Nessun commento:
Posta un commento