venerdì 29 settembre 2023

ALLERGIA AL NICHEL



Il Nichel è un elemento chimico, un metallo per la precisione, molto diffuso in natura.




Lo troviamo soprattutto nel suolo, in concentrazione variabile da luogo a luogo, ma sempre in quantità relativamente elevate, che variano da 5 a 500 milligrammi per chilo di terreno.

Ne consegue che è presente anche nelle acque (da 5 a 100 mg/litro), in quasi tutti gli alimenti vegetali (in concentrazioni variabili da 0,5 a 5 mg/kg) e negli animali (in concentrazione di solito molto bassa).

Viene utilizzato anche in svariati processi industriali, fa parte di varie leghe come ad esempio l’acciaio inox, lo troviamo nelle sigarette, nell’aria in particelle emesse dalle industrie e dai gas di scarico delle auto.


Insomma è dappertutto, anche dentro di noi dove, anche se in quantità molto piccole, esplica una serie di funzioni importantissime nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi, nella sintesi del DNA ed RNA, nel mantenimento delle membrane cellulari.

Perché allora molte persone sono allergiche al nichel?
Essendo una molecola molto reattiva, il nichel si lega facilmente e spontaneamente alle nostre proteine, formando degli immunocomplessi, ovvero rendendo tali proteine non più riconoscibili dal nostro sistema immunitario, che quindi li classifica come “non-self e li aggredisce, provocando una reazione infiammatoria più o meno severa.

Si distinguono due tipi di allergia al nichel.

La prima è quella da contatto.
Viene diagnosticata con il patch test, ovvero con l’applicazione sulla pelle di un cerotto contenente il nichel.
Tale test però ci dice solo che il paziente ha una allergia da contatto, quindi basterà non mettere a contatto della pelle bigiotteria, bottoni, gancetti, fibbie e quant’altro contenenti nichel.
Attenzione anche alla biancheria di colore nero, poichè i coloranti dei tessuti per ottenere il nero contengono parecchio nichel.

L’allergia al nichel è una allergia da accumulo. Ed è logico, perché piccole dosi di nichel devono essere tollerate, dato che ci è indispensabile per la vita.
Ma c’è una soglia, diversa da un individuo all’altro, oltre la quale il nichel presente nell’organismo ci porta all’effetto allergico.

Quindi la prima cosa da fare è cercare di eliminare il più possibile il contatto con la pelle, onde evitare che il nichel entri nel nostro corpo attraverso questa via: usate bigiotteria nichel-free, occhio ai gancetti del reggiseno, alla biancheria nera, ai bottoni metallici, al fumo della sigaretta, magari evitate di passeggiare nel traffico intenso della citta, fate spesso camminate nel verde dove l’aria è più pulita….


Può accadere però che compaia la seconda forma di allergia, quella alimentare.

Qui la cosa si complica. Mentre i sintomi cutanei sono di lieve entità, facilmente risolvibili, l’allergia alimentare può presentare sintomatologie più fastidiose, solitamente non facilmente risolvibili, e in alcuni casi anche gravi: prurito, febbre, nausea, vomito, gonfiore addominale, stipsi, rinite e asma.

Eliminare l’allergene in tal caso è impossibile. Solo il digiuno completo sarebbe efficace, ma non è ovviamente praticabile.

Il nutrizionista può dare qualche indicazione, tipo la tabella con gli alimenti che contengono quantità maggiori di nichel, ma è necessario che sia il paziente stesso a stilare una propria tabella, dato che ci sono notevoli variazioni di tolleranza da individuo a individuo.

Ricordando che il fattore chiave è l’accumulo della sostanza, è bene ad esempio cercare di fare attenzione alle quantità, e alternare gli alimenti un po’ più rischiosi con quelli che lo sono meno.
E naturalmente evitare del tutto quelli che hanno una azione allergenica ben evidente.

Spesso (nel 75% circa dei casi di allergia al nichel) si manifesta anche una intolleranza secondaria al lattosio, nel qual caso conviene utilizzare latticini che ne sono privi, dato che i latticini contengono poco nichel e sono proprio tra gli alimenti più adatti per questi pazienti.


Per chi fosse affetto da questa patologia, allego le tre tabelle pubblicate dall'immunologo prof. Mauro Minelli dell'Università di Lecce, che riportano gli alimenti contenenti nichel suddivisi per quantità del nichel stesso.



Tabella 1. Alimenti a basso contenuto di nichel (da 0,008 a 0,06 mg/g).  

Caffè     0,008 mg/g   Gamberoni      0,03 mg/g
Funghi         0,002 mg/g     Uva passa         0,03 mg/g
Birra         0,01 mg/g     Carote 0,04 mg/g
Mele         0,01 mg/g     Patate 0,05 mg/g
Vino rosso       0,02 mg/g     Cavolo 0,06 mg/g
Broccoli 0,03 mg/g     Aringhe marinate 0,06 mg/g

Tabella 2. Alimenti a medio contenuto di nichel (da 0,09 a 0,9 mg/g) Pomodoro fresco 0,09 mg/g Datteri 0,3 mg/g Albicocche 0,1 mg/g Farina integrale 0,3 mg/g Barbabietola 0,1 mg/g Piselli 0,3 mg/g Fichi 0,1 mg/g Riso         0,3 mg/g Pere 0,1 mg/g Asparagi         0,4 mg/g Pompelmo 0,1 mg/g Cipolle 0,4 mg/g Porro 0,1 mg/g Mais 0,4 mg/g Rabarbaro 0,1 mg/g Pesche 0,4 mg/g Ribes nero 0,1 mg/g Ananas         0,5 mg/g Grano saraceno 0,2 mg/g Mitili         0,6 mg/g Miele 0,2 mg/g Ostriche         0,6 mg/g Pomodoro (salsa) 0,2 mg/g Prugne 0,6 mg/g Spinaci 0,2 mg/g Soia         0,7 mg/g Aragosta         0,3 mg/g The         0,8 mg/g Cavolfiore 0,3 mg/g Avena 0,9 mg/g Tabella 4. Alimenti ad alto contenuto di nichel (da 1 a 10 mg/g ) Lattuga         1 mg/g Marmellate 2,3 mg/g Fagioli, fagiolini 1,4 mg/g Arachidi         2,9 mg/g Nocciole         1,5 mg/g Margarina 4 mg/g Noci         1,5 mg/g Liquirizia         4,4 mg/g
Lenticchie 1,9 mg/g Cacao in polvere 10 mg/g

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